giovedì 25 settembre 2014

abitazioni inagibili, non per le utenze


In realtà credo che questo fenomeno non potrà che peggiorare.
In questa non-ricostruzione è come ci fosse un tacito patto (tra amministrazioni e gestori delle multiutilities, banche e, talvolta, associazioni di categoria) volto sopratutto a non mettere in dubbio che le soluzioni adottate per il post sisma emiliano siano quelle ottimali.
Per cui, per definizione, non possono esistere cose che non funzionano e, di conseguenza, non c'è nulla da dover cambiare in meglio.
Di questo “circo dell'apparenza” hanno fatto, fanno e faranno le spese i cittadini che si trovano, da soli, a confrontarsi con quell'eccesso di burocrazia che SISMA.12 aveva denunciato già all'inizio dello scorso anno ma che è sempre stato contrabbandato come un necessario “impianto di regole”.
E così abbiamo avuto le maxi-bollette elettriche dei map, la vicenda dei mutui sulle case inagibili, le utenze con la maggiorazione “seconda casa” per gli sfollati, i trasferimenti dai map ad altre abitazioni in affitto...
L'unica via d'uscita è in un radicale cambio di mentalità; passare dal cittadino che delega a qualcun altro la soluzione dei propri problemi al cittadino che inizi ad occuparsi in prima persona, insieme ad altri come lui, del proprio destino.


Sandro Romagnoli

Abitazioni inagibili, ma le bollette arrivano puntuali - Cronaca - Gazzetta di Modena

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